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la Baronessa G. Kanzler, la Contessina De Solis Ciogni, la Signorina Matilde Zaccaria, la Signorina A. Sagnori, i Conti Carlo Pocci e F. Barbiellini, ed i signorini Armando e Angelino Kanzler.

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11 2° quadro (Fig. 2) rappresenta S. Nilo che riceve la duchessa Emilia di Gaeta, la quale volle visitarlo accompagnata da una damigella e da un Cavaliere.

Figuravano nel quadro: il Principe D. Diego Pignatelli, la Principessa di Viggiano, Miss Lucas Shadwell e don Roberto Guiscardo Zaccaria.

a sinistra. III. Era allo stesso livello della Villa di Lucullo. IV. Era accessibile all'acqua Crabra. V. Superava in estensione i 200 iugeri di terreno. Posti questi indizi certi, con essi si dimostra che il Tuscolano dovesse sorgere nel luogo ove ora trovasi la Badia di Grottaferrata, come ha sempre voluto anche la tradizione costante del luogo.

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Il 3° quadro (Fig. 3) rappresenta il Conte Gregorio di Tuscolo che dona a S. Nilo le terre in Grottaferrata per fondarvi la Badia 1. Il Santo è accompagnato dal suo discepolo S. Bartolomeo; il Conte ha con sè la Contessa ed è seguito da armigeri. Contadini e Contadine compiono la scena. Figuravano il Principe Pignatelli, il Conte Valentini, il Marchese di Vacone, la Signorina Palmira Zaccaria, la Signorina Guidotti, Donna Clotilde Antici Mattei, Miss Russell, la Signorina Barbiellini Ines, il Conte Barbiellini E., il Vice Console di Grecia Cav. P. Cancani, il March. Cittadini, ed il sig. Grossi Gondi Giuseppe.

Non il solo Conte Gregorio dimostrò il suo affetto verso l'Abbadia di Grottaferrata con la donazione di terre e molte concessioni, ma anche i suoi discendenti non furono meno di lui premurosi per la prosperità dell' Abbadia. Tra gli altri si segnalarono i figli di lui, Benedetto VIII, Giovanni XIX, che ne volle consacrare la Chiesa, ed Alberico. Indi Benedetto IX, figlio di Alberico, che rinunziato al Pontificato, venne a farvisi monaco, e quivi mori santamente. Non furono meno propensi verso l'Abbadia gli altri Papi discendenti dalla famiglia del Conte Gregorio, come Innocenzo III e Gregorio IX.

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Il Cardinale Bessarione fu creato Abate Commendatario della Badia di Grottaferrata da Pio II, ai 28 di Agosto dell'anno 1462. Uomo di vastissima dottrina non lo fu di minore virtù, e perciò con affetto sincerissimo e forte diede il suo nome all'Ordine di S. Basilio, vestendone anche l'abito.

Il Bessarione fu quindi nominato Cardinal Protettore dell'Ordine basiliano che gli fu così caro da dedicar ad esso tutte le sue cure. Sotto di lui gli studi letterari monastici ricevettero un impulso maggiore. l'Ordine riprese novella vita, e rifiorì pure negli usi greci e nella regolare osservanza. E per dir molto in breve, devesi al Bessarione la lettera ai Vescovi d'Italia di Eugenio IV, in data 17 Agosto 1446, con la quale si proibisce di non attentare in modo alcuno al rito greco, nè per questo arrecare fastidi ai basiliani.

Il 4° quadro (Fig. 1) rappresenta il Card. Bessarione, che conduce la pupilla, Zoe figlia del Paleologo, all' Am

basciatore delle Russie, il quale doveva sposarla per procura a nome del suo Sovrano, lo Czar Ivano.

Figuravano nel quadro il March. P. Mac Swiney, la Signora Pa heco e Sylva, la Signorina Ortenzia Marazzi, il Barone Cavalchini, Don Manuel Cavalcanti Albuquerque, il Conte Rota e i Signori Velloso e Grossi Gondi Filippo.

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Il Cardinal Odoardo Farnese, della stirpe di Paolo III, tenendo in commenda la Badia di Grottaferrata, commise al Pittore Domenico Zampieri, detto il Domenichino, onore della scuola di Bologna, allievo dei Caracci, di dipingere la Cappella ricostruita espressamente nella Badia in onore dei Santi Fondatori Nilo e Bartolomeo. Tutti gli affreschi che adornano la ricca ed artistica Cappella Farnesiana formano tuttora uno dei capolavori dell'arte italiana, e attraggono continuamente un numero infinito di visitatori italiani ed esteri.

Pertanto si volle nel 5° quadro (Fig. 5) rappresentare il Cardinal Farnese, il quale, dimorando in Grottaferrata,

visita con la Principessa Farnese e col seguito lo studio, ove il Domenichino prepara i cartoni e le bozze dei suoi lavori. Figuravano nel quadro i Signori Suarez Armando, Miss Curwen, i Conti Senni, Barbiellini, Valentini e Pocci.

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Il 6° quadro (Fig. 6) rappresenta l'offerta di un lavoro letterario che il monaco Mancinelli con altri monaci fa al Principe alla presenza di altri Principi e Principesse romane che lo avevano accompagnato alla Badia 1.

In calce al Codice A. a. LXV, scritto dal monaco D. Atanasio Pellegrini si trova scritta in greco la seguente memoria che diamo qui nella traduzione italiana. Vedi A. Rocchi, Codices Cryptenses. pag. 350. « L'anno 7247 del mondo << (epperò di Cristo 1739), Indiz. Seconda, Ciclo Solare 23, e lunare 8 nel primo « quarto, ai 9 di Maggio in giorno di Sabato a tredici ore già sorto il sole << (ore 7 antim.), venne a visitare la celebre immagine della Madre di Dio in << questo Monastero di Grottaferrata presso Roma il principe Federico Cristiano << Elettore (Palatino) del re di Polonia, e fratello della Regina di Napoli, seguito << da gran moltitudine di corteggiani nobilissimi Signori. Eran con lui altresì

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